L'Albero

“Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”
Rabindranath Tagore

Gli alberi, guardiano silenziosi della vita, si alzano maestosi verso il cielo.
Conoscono i segreti per catturare l’energia del sole e trasformala in sostanza vitale.
Con le loro radici proteggono la terra. Con le loro foglie temperano e filtrano l’aria.
Donano riparo e nutrimento agli altri esseri viventi.
Tra di loro “dialogano” senza disturbare.
Si rinnovano in forme e colori differenti, tante quanto sono gli spazi che abitano.
Ogni albero custodisce i misteri della vita, pronto a svelarli a chi li saprà ascoltare.

L’unione con la luce

Ogni albero è in grado di produrre da solo il proprio nutrimento.
Le radici assorbono l’acqua e i sali minerali.
L’energia luminosa viene catturata dalle foglie, grazie a uno speciale pigmento chiamato clorofilla.
L’anidride carbonica, presente nell’aria, e l’acqua vengono convertite in zuccheri e ossigeno. Il primo si deposita nelle pareti della pianta, il secondo viene espulso nell’atmosfera.
Grazie a questa reazione viene prodotta la sostanza organica indispensabile per la vita di molti esseri viventi e le diverse forme di vita possono respirare ossigeno.
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Il respiro degli alberi

Il respiro è vita, e ogni albero respira. Lo fa di continuo, sia di giorno che di notte.
Grazie a questo processo le molecole di zucchero prodotte con la fotosintesi vengono trasformate in energia che consentirà la crescita e la riproduzione dell’intera pianta.
Seppure nella respirazione viene consumato ossigeno e liberata anidride carbonica, la quantità di ossigeno prodotto dalla fotosintesi resta maggiore di quello consumato dalla respirazione.
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La voce degli alberi

Gli alberi sono ricchi di misteri, uno di questi riguarda il modo di comunicare tra loro.
Gli studi dimostrano che si “parlano” quando c’è un pericolo in arrivo, interagiscono con i vicini, sono sensibili al rumore e alla musica.
Sembra che il loro modo di scambiarsi informazioni non avvenga solo tramite messaggi odorosi, sostanze chimiche volatili, variazioni di luminosità, ma anche grazie a onde sonore o minuscole vibrazioni.
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Una crescita “senza fine”

Gli alberi sviluppano la chioma per tutta la loro vita, continuando a produrre nuove gemme e nuovi rami per centinaia - migliaia di anni.
Il tronco cresce ogni anno in larghezza di qualche mm. Lo sviluppo avviene sempre verso l’esterno, sovrapponendo fra la corteccia e il legno già esistente un nuovo strato legnoso.
Il tronco possiede diverse stratificazioni, che consentono, nella parte interna, il passaggio dell’acqua e dei sali minerali alle foglie e, nella parte esterna, il passaggio dei prodotti elaborati dalla fotosintesi.
La parte centrale del tronco è costituita da una zona, spesso più scura, chiamata duramen, che ha funzione di sostegno, dove la pianta ha smesso di crescere e dove non avvengono più scambi linfatici.
Annualmente si formano cerchi concentrici che permettono di risalire all’età della pianta e conoscere l’andamento meteorologico. Durante la primavera si formano cellule con lume maggiore, in quanto è richiesto un maggior apporto di acqua necessaria ad attivare i meccanismi vitali, durante l’estate e l’autunno si formano cellule con lume più stretto.
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Il ciclo della vita

Un albero, anche se caduto a terra per la forza dei venti, continua a fare parte del ciclo della vita.
Dentro di esso trovano spazio nuove vite, il legno “morto” diventa fonte di cibo e riparo. In esso si nasconde un microcosmo fatto di insetti, funghi e batteri.
Come le foglie cadute nei mesi d’autunno, poco alla volta, anche il legno tornerà alla terra, donandole il “nutrimento” necessario.
È il ciclo della vita che continua.
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Gli alberi in Trentino

I boschi ricoprono il 56% dell’intera superficie della Provincia di Trento.
Il 24% è di proprietà privata, il 76% di enti pubblici.
La percentuale di presenza delle differenti essenze legnose è la seguente:
- 59,1% abete rosso;
- 17,3% larice;
- 10,6% abete bianco;
- 6,1% pino silvestre e pino nero;
- 4,4% faggio;
- 1,4% pino cembro;
- 1,1% altre latifoglie.
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Un albero famoso a Lavarone

Nei pressi del biotopo di Malga Laghetto è presente l’abete bianco più alto d’Europa. È alto oltre 50 m, ha una circonferenza di 4 m e un’età stimata intorno ai 230 anni.
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Percorso di Arte e Natura a Lavarone (TN) - Credits AmBios - Partnership Ubi Web